thumb do blog Vescovo Edir Macedo
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Vinci i cattivi pensieri

Imagem de capa - Vinci i cattivi pensieri


La Salvezza non è facile.

Per mantenerla dobbiamo essere coscienti che siamo stati salvati, siamo salvi e saremo salvi – se rimaniamo fedeli fino alla fine.
Pertanto, dobbiamo vincere i cattivi pensieri.

Quando il Signore Gesù parla della porta stretta e angusta via, non abbiamo idea di quanto sia difficile la Salvezza. Matteo 7.14

Solo davanti alle tentazioni, ai deserti e alle sfide possiamo capire il peso delle Sue parole.

“…però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscirne, affinché la possiate sopportare.” I Corinzi 10.13.

Uno dei segreti per la manutenzione della Salvezza è la preghiera in spirito.
Questo funziona immediatamente dopo che sorgono i cattivi pensieri.
Istantaneamente, senza parole, nella mente, e con tutta la forza, si devono cacciare.
Per esempio, nella tua mente, pensa: “In Nome di Gesù è legato!”
Ripeti questo fino a quando ti libererai di loro.

I pensieri – buoni o cattivi – sono inevitabili.
Quelli buoni (in accordo alla Parola di Dio) devono essere sfruttati.
Quelli cattivi o apparentemente buoni, devono essere banditi.
Non possiamo impedirgli di venire, ma abbiamo il potere di riprenderli.

Se i pensieri cattivi vengono e non ci opponiamo immediatamente, loro acquistano forza e possono mettere in rischio la buona coscienza e di conseguenza, la Salvezza.

E quanto più tempo stanno lì, tanto più difficile sarà reprimerli.
Per questo, la reazione, attraverso una breve preghiera mentale, deve essere immediata.

A questo si aggiunge la preghiera giornaliera all’inizio e alla fine della giornata:

“Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra come è fatta in cielo. Dacci oggi il nostro pane quotidiano;rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori; e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno.” Matteo 6.9-13