Vescovo Edir Macedo | 9 de Marzo de 2017 - 11:49


Il vero tesoro di Dio

Il vero tesoro di Dio

Circa due mila anni fa, in Giudea, vi era una donna che, agli occhi di tutti, non aveva molto valore. Era una vedova, senza risorse finanziarie, probabilmente senza famiglia, che dipendeva dalla generosità altrui per sopravvivere. Nella scala sociale, lei era in basso, insieme agli esclusi e allontanati.

In un determinato giorno si diresse verso il Tempio costruito al Signore, nella città di Gerusalemme. Inosservata tra la folla, salì le scale, entrò nel grande atrio e si diresse verso l’arca del tesoro. E lì, tra persone ricche e importanti, depositò la sua offerta a Dio. Offerta insignificante agli occhi di chi stava assistendo alla scena – soltanto due piccole monete di poco valore -, ma era tutto ciò che possedeva e ciò che gli garantiva un po’ di cibo per il giorno, ad essere tanto.

Ciò che lei non poteva immaginare è che al suo fianco c’era il proprio Signore, che tanto amava e desiderava onorare. Il Signor Gesù osservava in silenzio, meravigliato con il suo gesto di consegna, confidenza e amore. Lei le stava consegnando tutto il suo sostentamento. Quelle due monete rappresentavano la sua stessa vita dinanzi a Dio. Come una bambina che confida completamente in suo padre, lei si getto tra le Sue braccia, senza alcuna paura, senza mettere in discussione il suo futuro, senza dare importanza a ciò che la sua situazione precaria le diceva. Lei desiderava soltanto dichiarare a Dio che Egli era al primo posto, che non vi era nulla al mondo maggiore o più importante di Lui, neanche la sua propria esistenza. Lei mise la sua vita in quell’arca e diventò il proprio tesoro di Dio; lei consegnò il perfetto sacrificio.

La reazione immediata del Signor Gesù fu di onorarla davanti a tutti. Era la Sua unica scelta, non poteva agire diversamente. Lei non Gli lasciò altra scelta. Nella sua povertà, lei diede molto di più a Dio delle altre somme di denaro che gli altri depositavano. Quelli davano a Dio ciò che avanzava, ciò che non faceva la differenza, del resto. Nonostante fossero alte le quantità, le loro offerte dicevano a Dio che non confidavano in Lui. Ma, l’offerta della vedova dimostrò che lei confidava. Dubito che lei rimase povera o con necessità dopo ciò che aveva fatto, perché il Signor Gesù non avrebbe potuto ignorare un sacrificio come quello. Egli la esaltò dinanzi ai Suoi discepoli e con certezza ha continuato a sostenerla dopo, conforme la Sua promessa di onorare coloro che Lo onorano.

L’offerta della vedova, anche se molto piccola in termini materiali, chiamò molto l’attenzione di Dio, perché Lui non era lì aspettando di ricevere del denaro, ma la vita di quelle persone. La vera ricchezza non è il valore economico dell’offerta, ma ciò che l’offerta rappresenta. L’offerta degli altri rappresentava molto poco, lo stesso niente, per Dio. Era denaro e, il denaro non ha valore. Mentre la vedova dimostrò che il suo cuore non era in ciò che possedeva. Per quanto più bisognosa, il suo cuore era in Dio, nell’Altare.

Questo è lo Spirito dell’Universale, di consegna totale a Dio. Spirito che ci muove a porre la nostra dipendenza e speranza in Lui, senza guardarci attorno, senza prestare attenzione alle circostanze, senza dare ascolto alla voce del mondo – poiché il mondo odia il vero sacrificio -, senza mai vederci come vittime delle situazioni. E allo stesso modo che il Signore si rallegrò e onorò la vedova povera, Egli, dinanzi a tutti, si rallegrerà e onorerà coloro che realmente Lo porranno al di sopra di tutto, come il primo nelle loro vite.

Ha collaborato: Davison Lampert


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