Vescovo Edir Macedo | 29 de Febbraio de 2016 - 10:02


Tu invieresti tuo figlio in guerra?

Tu invieresti tuo figlio in guerra?

Quale padre o madre potrebbe avere piacere nel vedere il proprio figlio che sta essendo inviato in guerra?

Anche se vi sono alcuni che si sentono fieri nel vederli servire la patria, dubito che non abbiano la paura di perderli in una battaglia.

Per quanto forte ed equipaggiato possa essere un esercito, esiste sempre il rischio molto grande che quel soldato non torni più.

Alla fin dei conti, la guerra è guerra! Non esiste guerra senza perdite!

Pensando così, anche il mondo in cui viviamo oggi è una guerra.

Droghe, prostituzione, malattie, violenza, crimini, proiettili vaganti, terrorismo, disastri naturali ha causa dell’imprudenza umana … E la lista continua.

Non esiste nessuno che sia immune a questo, non importa il luogo in cui vive.

Se tu facessi di tutto per non inviare tuo figlio in una guerra armata, sapendo che potrebbe non tornare sano e salvo, allora perché portare figli in questo mondo sporco e tenebroso sapendo che la loro possibilità di essere salvi è molto piccola?

Ho sempre amato i bambini. La mia volontà, così come quella di Nanda, era di avere quattro figli, due maschietti e due femminucce, così come li hanno avuti i miei genitori.

Ma sinceramente, oggi ringrazio Dio per la decisione che abbiamo preso di rinunciare a questo diritto.

Abbiamo visto il dolore e il pianto di molti genitori nella lotta per i loro figli; è chiaro, preghiamo molto perché questi figli si convertano e consegnino le loro vite al Signor Gesù.

Grazie a Dio, questo è avvenuto, ma mi riferisco nuovamente alla domanda fatta sopra: Perché portare figli in questa guerra, se la loro chance di tornare illesi dalla battaglia è così piccola?

Credo che dovremmo riflettere su questo e non permettere che il cuore (sentimenti) ci faccia pensare in un unico senso.

Che Dio vi benedica!

Ha collaborato: Vescovo Celso Junior


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