thumb do blog Vescovo Edir Macedo
thumb do blog Vescovo Edir Macedo

Non si deve smettere di vigilare

Imagem de capa - Non si deve smettere di vigilare


Buona sera, vescovo!

Purtroppo, ho già sentito il dolore della separazione di non avere il Signore Gesù.

Sin da piccola andavo nella IURD. Ho iniziato nella scuolina, fino a diventare leader del Gruppo Giovani e candidata a collaboratrice. Avevo tra i 16 e i 17 anni. All’improvviso, un ragazzo del mondo, di 24 anni, si interessò a me. Lì caddi nell’inganno, credendo di riuscire a portarlo in chiesa. Quando me ne sono resa conto, stavo fuori dalla chiesa e senza forze per tornare.

Sono passati tredici anni della mia vita, tentando di tornare dal Signore, e furono i peggiori anni della mia vita. Ho tentato il suicidio e ho avuto attacchi di panico. Ero circondata da uomini, ma non sentivo niente per nessuno di loro. Fumavo, bevevo. La mia vita era un inferno. Fino a quando ho saputo della Notte della Salvezza, alla radio, con il vescovo Jadson.

Completamente senza forze, chiedendo solo la morte, andai alla Joao Dias, a San Paolo. Quel giorno, cambiò tutto. Sono riuscita a percepire che il Signore mi ascoltava, perché avevo provato, varie volte, ad andare in altre chiese, ma non sentivo niente in nessuna di loro. Sapevo che dovevo tornare all’Universale, ma non avevo nessuna forza in me. Avevo la certezza assoluta che lì ci sarebbe stata la trasformazione della mia vita.

Per credere in un Dio grandioso e misericordioso, sono riuscita a tornare la 2° Notte della Salvezza. Non ci pensai due volte. Mi consegnai, mi battezzai, sono battezzata nello Spirito Santo, e cambiò tutto nella mia vita. Viene scritta una nuova storia. Mi sono sposata. Ho guadagnato la mia famiglia per il Signore. Sto quasi aprendo la mia impresa. Tutto questo in meno di un anno di consegna e fedeltà totale al mio Dio. Oggi mi mancano le parole per ringraziare una così grande gratitudine verso il Signore.

Oggi, nella mia vita vedono tutti chi ero e chi sono: felice, realizzata e soprattutto con lo Spirito del Signore. Ma non mi fermo qui, perché voglio tanto, tanto di più del mio Signore. Il Suo nome sarà sempre glorificato nella mia vita.

Lascio scritto ciò che è successo nella mia vita affinchè le persone che sono stabili nel Signore, non aprano mai una breccia per permettere al male di agire. E quelle che non lo sono, affinchè non perdano tempo con un mondo di bugie e inganni, e tornino dal Signore Gesù.

Luzia Mafra.

**********************************************************************************************************
Salve , vescovo!

Mi piacerebbe raccontare a lei, ai collaboratori e a tutti la mia storia.

Sono stato collaboratore a Minas Gerais per 6 anni, e ho sempre cercato di essere migliore per Gesù. Mi prendevo cura del popolo, facevo dei nuclei di preghiera, evangelizzavo, infine, vivevo una vita consacrata a Dio e di dedizione alla Sua Opera. Sono arrivato ad iniziare un pre-iburd, poiché avevo la certezza della mia chiamata. Andava tutto bene. Ero nel migliore momento della mia vita spirituale, fino a quando ho conosciuto una donna, collaboratrice, e ci siamo fidanzati. Lei diceva che anche lei voleva andare sull’Altare. Un giorno, lei mi fece prendere una decisione che avrebbe cambiato negativamente la mia vita. Lei voleva che io facessi una scelta tra lei e l’Altare.
Io, purtroppo, ho scelto lei.

Non dimenticherò mai il giorno in cui parlai con il pastore e gli dissi che non volevo più fare l’Opera nell’Altare. Nel momento in cui io dissi questo, sembrava che io stesso mi stessi dando una pugnalata al cuore. Da lì è partita la mia caduta.

Il tempo passò e noi ci sposammo. Iniziai a vivere un “inferno”. Lei non voleva più partecipare alle riunioni dei collaboratori. Io, riluttante, discutevo con lei, ma ho ceduto. Mi stavo raffreddando. Alla fine ho smesso di guardare le anime e ho iniziato a guardare me stesso, la mia vita finanziaria. Feci tanti voti per la mia vita finanziaria. Non pregavo più come prima, non digiunavo più, non evangelizzavo più, volevo solo sapere della mia vita finanziaria.

Frustrato dal fatto di non vedere accadere niente, iniziai a incolpare Dio perché la mia vita non cambiava, e siccome lei non voleva andare più in chiesa, l’ho accompagnata, e sono uscito! Vescovo, la mia vita fu una vera disgrazia. Cominciarono i litigi nel matrimonio, ci aggredivamo, anche fisicamente. Lei viveva depressa e mi rinfacciava sempre che non facevo niente di giusto. Io ci rimanevo così male che mi picchiavo, mi mordevo. Ho pensato anche al suicidio, perché non riuscivo a farla felice.

Tutto l’amore che avevo per Dio passò a lei. Per questo la mia vita diventò un caos. In casa stavamo come dei fratelli, ognuno nel suo angolo. Avevamo litigi costanti. Nel matrimonio, mi sono prostituito in siti pornografici, chat, webcam, tutto per riempire il vuoto che avevo dentro di me da quando persi lo Spirito Santo. Mi allontanai dalla mia famiglia a causa sua, perché a lei non piaceva mia madre. Aveva rabbia contro di lei. Anche se mia madre non aveva fatto mai niente contro di lei.

Andammo in altre denominazioni per provare a riempire il vuoto, ma non servì a niente, peggiorò e basta. Stavamo in altre chiese con la vita peggiore di quelli che stanno nel mondo. So che tutto ciò che successe con me fu tutta colpa mia. Il diavolo si approfittò del fatto che ero già lontano da Dio e agì.

Una sera, sdraiato in camera con lei, mentre dormivo, all’improvviso sentii una pressione molto forte sopra di me, tale da non riuscire a muovermi. Volevo avvisare mia moglie, al momento, su ciò che stava succedendo, ma non riuscivo a muovermi. Ero totalmente paralizzato, e iniziai a sentire come se qualcuno mi stesse strangolando. Stavo morendo. In quel momento, chiesi a Dio per tre volte che Egli mi aiutasse, e recuperai i miei movimenti. La sensazione di strangolamento finì. Lì capii che fu il diavolo che provò ad uccidermi, ma Dio mi liberò. Io dovevo essere morto e all’inferno.

Stanco di soffrire così tanto, chiesi la separazione, e ci mettemmo d’accordo. Le confesso, vescovo, che appena mi sono separato da lei mi sembrava di aver tolto una benda dagli occhi, e iniziai a sentire la mancanza del periodo da collaboratore, delle anime che un giorno Dio mi affidò.

Sentii un’enorme necessità di tornare da Gesù. Tornai giorno 23 settembre dell’anno scorso, nel giorno della DIFFERENZA. In quello stesso giorno mi battezzai nelle acque, e poco tempo dopo fui rinnovato con lo Spirito Santo.

Oggi, vescovo, sono un altro Tiago. Diverso. Con più amore per le anime e con più disposizione per fare la volontà di Dio. Non sono ancora collaboratore, ma lo sarò presto. Ringrazio Dio tutti i giorni per avermi fatto tornare.

Ai signori, collaboratori, NON LASCIATE, NON ABBANDONATE QUESTO DIO PER NIENTE IN QUESTO MONDO, TANTO MENO PER MOGLIE O MARITO. NON FATE COME HO FATTO IO. SONO TORNATO PER MISERICORDIA DI DIO. EGLI MI HA RIPORTATO INDIETRO. GLI SONO GRATO. FINCHE’ VIVRO’, OGNI MEMBRO DEL MIO CORPO SARA’ PER FARE LA SUA VOLONTA’. OGGI IO HO LA CERTEZZA DELLA MIA SALVEZZA!

DIO VI BENEDICA!!!

Tiago Moreira