thumb do blog Vescovo Edir Macedo
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Misuratore di popolazione e la mia disperazione

morrer

Appurando alcuni dati per un lavoro, mi sono imbattuto in questo sito, che dà una stima della popolazione mondiale, in tempo reale, con vari dati statistici. Restai paralizzata osservando la danza dei numeri al lato dell’item “morti di oggi”. Dia un’occhiata: www.worldmetros.info/it

Per alcuni istanti, vedere quei numeri aumentare e immaginare che ogni numero è un’anima in più che sta lasciando questo mondo mi venne una disperazione. Disperazione di sapere che, secondo ciò che sappiamo al riguardo della Verità, la stragrande maggioranza non sta andando in un luogo migliore. Disperazione nel sapere che vi era molta gente, che stava morendo mentre io tentavo di prendere le informazioni. Disperazione di sapere che i salvi, in quell’ammontare, sono pochi, molto pochi.

I numeri scorrevano ed io non potevo fare nulla per fermarli. Le persone ascoltano le statistiche e sa perfino che muore una montagna di gente, ma guardando l’aumento progressivo di questi numeri davanti ai nostri occhi da la reale nozione dell’urgenza. Solo il numero dei nati di oggi mi da una simile disperazione. Anime venute a questo mondo che hanno bisogno per lo meno di ascoltare la Verità. Più anime che avranno bisogno di salvezza prima che sia troppo tardi. Più persone che soffriranno. Se già non volevo avere dei figli, dopo aver visto questi numeri, sono ancora più sicura che non sarò io la responsabile per portare un’anima in più in questo mondo, che non desidero per nessuno.

C’è molto da fare. Proprio tanto. E sono realmente pochi quelli disposti a dedicare le loro vite per fare qualcosa per le anime che si stanno perdendo. Il lavoro che svolgo oggi è il mio modo di dedicare la mia vita, il mio tempo, la mia mente e il mio sforzo a questa missione, ma è ancora troppo poco. Quando guardo questo sito, la percezione che ciò che faccio è poco aumenta ancora di più. Domandai a Dio che cosa posso fare. Cosa di più? Chiesi a Lui che mi dia le condizioni per fare di più. Però, anche se io oltrepassassi il limite delle mie forze facendo qualcosa, non sarebbe sufficiente. Questo non è un lavoro che può essere completato individualmente. Abbiamo costruito il Tempio ed io vidi persone scioccate con il fatto che, poco tempo dopo, l’Universale già parla di costruire nuove chiese per le migliaia di persone. Loro non capiscono, ma noi capiamo. Non abbiamo costruito il Tempio per restare fermi. Ad ammirarlo. Il lavoro non si può fermare. Anche se facessimo un Tempio per ogni quartiere, non sarebbe sufficiente.

Molto più che mai, è il momento di non solo lavorare con tutte le nostre forze, ma di chiedere rinforzi. Intensificare le nostre preghiere per più lavoratori. Perché vengano a cadere le bende dagli occhi e le persone che sono in mezzo a noi, già salve, si sveglino. Smettano di guardare soltanto ai loro ombelichi e ingrassare tra le sedie della chiesa. Non c’è più tempo da perdere con le stupidaggini, con pettegolezzi, intrighi, giochini, sentimenti, sciocchezze e chiacchiere. Non c’è più tempo. I numeri scorrono come il cronometro. Persone che nascono e muoiono ad ogni secondo. Anime. Molte anime. Anime disputate quotidianamente da parte nostra e da parte del nemico. Non basta portarle in chiesa, il lavoro è instancabile, in diversi fronti, che avrà fine solo quando Gesù tornerà. Fino a quel momento, dobbiamo compiere la nostra parte, con tutta la nostra forza e con piena coscienza della serietà di questo lavoro.

E diceva loro: La mèsse è grande, ma gli operai sono pochi; Pregate dunque il Signore della mèsse che spinga degli operai nella sua mèsse. Luca 10:2

Un grande abbraccio e che Dio vi benedica!

Vanessa Lampert