Vescovo Edir Macedo | 31 de Marzo de 2015 - 15:11


L’Universale è ricevuta da uno dei popoli più antichi delle Americhe

L’Universale è ricevuta da uno dei popoli più antichi delle Americhe

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La tribù indigena degli zapotecas è già stata una grande civilizzazione, intorno all’anno 500 a.C – loro vivevano a sud del Messico dal 1000 a.C, circa. Furono uno dei primi popoli americani sviluppare la scrittura e a costruire un’imponente città, chiamata Monte Alban, formata da piramidi, costruzioni elaborate e stadi per la pratica sportiva. Però, più tardi, un altro popolo prese la città e i zapotecas si diffusero per la regione.

Attualmente, questa comunità indigena sta soffrendo con la miseria e le difficoltà per la sopravvivenza. Per questo motivo, il presentatore Rocio Sanchez Azuara, della TV Azteca, che conosce e ammira molto il lavoro dell’Universale nel paese, ha chiesto aiuto in prole di una comunità zapoteca che abita nella regione di Serra del Sud, nel municipio di Santa Maria Quiegolani, nello stato di Oaxaca (vedi la mappa). Mexico.690x460

Così, il 27 febbraio scorso, alle h5.00 del mattino, è iniziato il lavoro di aiuto. Un camion è partito dall’Universale di Tacubaya, nella capitale, Città del Messico, fino a Santa Maria Quiegolani per portare una sostanziale donazione (che ha potuto contare con la collaborazione di tutta l’Universale del Messico), contenendo circa 20 tonnellate di alimenti per sopperire le necessità della comunità, coperte, poiché il freddo è molto rigido nella regione serrana. Un tragitto di 9 ore percorse in un ambiente molto sfidante e pieno di strade sterrate.

Quando arrivarono alla comunità, i volontari furono ricevuti con molto affetto dagli abitanti di zapotecas. Una banda locale ha espresso la felicità di quel momento e la comunità preparò un pranzo – con i pochi mezzi che aveva -, fatta da riso, pollo, tortilha di mais azzurro e acqua insaporita con una zucca chiamata “Chilacayote” (zucca-chila) per ricevere i visitatori.

Il deputato federale Eufrosina Cruz Mendoza, conosciuta per l’appoggio agli indigeni in Messico, ha accolto i volontari e ha consegnato ai rappresentanti dell’Universale un artigianato come simbolo di gratitudine per l’appoggio.IMG_0115.619x361

In tutto il paese, le domeniche, è promosso un lavoro di aiuto e evangelizzazione in altre comunità anche indigene, come, per esempio, nelle città di Iztepec, Huehutla e Paraiso – in questi luoghi i dialetti comuni sono totonaco, toxtla e nahuatl, oltre allo spagnolo. Sono più di 200 indigeni che partecipano agli incontri settimanali.

In accordo con il vescovo Paulo Roberto Guimarães, responsabile dell’Universale in Messico, l’intuito del lavoro evangelico è aiutare queste persone, indipendentemente dalla posizione sociale, cultura o religione, perché loro abbiano una vita degna. Con parole di fede e speranza, tutti hanno appreso che nessuno nasce per soffrire e che è possibile essere felici – basta credere nel Signor Gesù e agire in modo intelligente. Stare con le braccia conserte e aspettare che la situazione si aggravi, non è una scelta.

Alla fine, tutti gli zapotacas hanno compreso, con la presenza dell’Universale, che non sono soli, che vi è speranza per la fine dei loro dolori.

Segue qui sotto la galleria di foto e il video sull’azione sociale nella comunità indigena:


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