Vescovo Edir Macedo | 14 de Aprile de 2015 - 11:00


L’oro di Giuda era l’argento

L’oro di Giuda era l’argento

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Allora uno dei dodici, di nome Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti, e disse loro: Quanto mi volete dare, perché io ve lo consegni? Ed essi gli contarono trenta sicli d’argento. E da quell’ora egli cercava l’opportunità di tradirlo.Matteo 26:14-16

Il Signor Gesù ha insegnato che non è l’oro che santifica l’Altare, ma l’Altare che è Dio, che santifica l’oro, ossia, niente è più importante dell’Altare. Matteo 23:17,19,21

Giuda Iscariota guardò l’oro (le 30 monete d’argento), disprezzando così l’Altare completamente (Il Signor Gesù).
Motivo per il quale rubò, mentì, ingannò, tradì, ed infine si suicidò, perdendo la salvezza.

Io immagino quante parole e messaggi avesse già ascoltato, giacché la Bibbia ci dice che il Signor Gesù insegnava tutti i giorni.
Oltre alle guarigioni, liberazioni, moltiplicazioni, resurrezione e tanti altri segni.
Ma a cosa serviva tutto questo, se i suoi occhi erano nell’oro e non nell’Altare?

Non pensare che il diavolo si è dimenticato della sua anima.
Poiché non vi era (se sia il caso) una liberazione dall’idolatria, dalla stregoneria, e da tutto l’inganno, ancora, oggi, lui presenta continuamente proposte in cui l’oro è più valorizzato dell’Altare. E sono pochissimi coloro che disprezzano l’oro, in favore dell’Altare.

Giuda ha avuto il potere decisionale, come anche noi lo abbiamo.

Siamo liberi di decidere ciò che è più importante per noi, ma non saremo mai liberi dalle conseguenze della nostra decisione.

La vita e il bene, quando guardiamo e scegliamo l’Altare.
La morte e il male, quando guardiamo e scegliamo l’oro.

Vescovo Djalma Bezerra


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