thumb do blog Vescovo Edir Macedo
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Io ero cieca…

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Vescovo, dopo che ho iniziato ad assistere alle riunioni delle 18 e alle sue prediche ho percepito che io, da anni in chiesa, non ero salva, perché avevo un fidanzato con cui prima di lasciarci vivevamo nella lascivia, ossia, un fidanzamento totalmente infuocato.

Parlavo male degli altri, vedevo gli errori di tutti – tranne i miei – e continuavo a battere il mio petto dicendo: “Se Gesù venisse oggi, io sono salva!” E oggi vedo quanto ero cieca spiritualmente.

E’ stato quando ho meditato in un salmo, in cui Davide dice: “Signore, insegnami a fare la Tua volontà…”

Allora ho iniziato a pregare così, perché in fondo ho sempre voluto piacere a Dio, ma ero così cieca che non vedevo i miei propri errori. Allora lei, vescovo, ha iniziato a parlare dell’ingiustizia, ed è passato un film nella mia testa. Ho iniziato a vergognarmi della mia vita e ho detto a Dio: “Grazie, Signore, per la Tua misericordia e per aver aperto i miei occhi!”

E dentro di me è nato il desiderio di sistemarmi, ed è ciò che sto facendo: vigilando, lottando, perché oggi percepisco che il tempo in chiesa non è niente; il titolo non vale niente se non viviamo nella giustizia, se non nasciamo da Dio.

Tante volte sentivo le prediche e non facevo un’autoanalisi della mia vita, pensavo che non era per me. Ossia, io non usavo la fede intelligente, che era pensare e vedere che se non stavo vincendo era perché c’era qualcosa di sbagliato in me.

Sto raccontando questa cosa perché molti si trovano in questa situazione, di vedere gli errori di molti, ma facendo cose anche peggiori (come gli ipocriti e i farisei).

Lucy