Vescovo Edir Macedo | 28 de Aprile de 2015 - 10:38


Il Giorno della Rivolta

Il Giorno della Rivolta

entrevista

Buon giorno, vescovo!

Mentre guardavo l’intervista che lei ha concesso al programma Conexão Repóter, domenica scorsa, al SBT, dentro di me è nata una rivolta. Ad ogni parola che lei pronunciava, una fiamma ardeva nel mio petto. Probabilmente è la mia audacia a farmi parlare così, ma mi vedo in lei, poiché sono una persona timida che lotta per non essere dominata da questa timidezza, e che ha sete di guadagnare anime per il mio Dio.

Dopo l’intervista, mi sono chiusa nel bagno di casa mia, ho messo la faccia nel water e parlai con Dio, dissi che al termine di quella preghiera uscendo non volevo essere più la stessa Janiere Freitas, non per gloriarmi, ma per glorificare il Nome del mio Signore.

Voglio essere la miglior professionista del mio lavoro, la figlia migliore per i miei genitori, la miglior moglie, la miglior madre, la miglior sorella, la migliore amica, la miglior collaboratrice della mia chiesa, il miglior membro del Gruppo Ester di Brasilia. Ovunque io andrei a porre i miei piedi, che sia per strada, al lavoro, in panificio, in banca, voglio che le persone vedano il Signor Gesù attraverso la mia vita e le mie azioni.

È o non è. Però, so che devo dare di più di ciò che ho dato, più di tutti, poiché voglio essere la differenza ovunque vada. Ed è proprio questo, “chi non da, cade”, ed io non voglio cadere, voglio “salire”. Salire per glorificare il mio Re e Signore, il Dio della Chiesa Universale, il Dio del vescovo Macedo, il Dio di Abraamo.

Ho 40 anni, di cui 26 nell’Universale e nella Presenza di Dio, e mi domando:

Quanto tempo ho ancora da vivere in questo mondo? Che cosa ho fatto? Cos’ho dato? Quante anime ho salvato? Cosa ho conquistato?

Dopo questa intervista, persi il sonno domandandomi del perché servire un Dio così grande e avere una vita così piccola.

Vescovo, non voglio essere più una in più in mezzo alla folla, voglio di più, voglio fare la storia, voglio lasciare la storia della fede, della mia vita, perché mio figlio possa raccontare ai miei nipoti.

Non so ancora cosa e neanche come, ma sono sicura che dopo questa preghiera che ho fatto in bagno, non sono più la stessa e non mi fermerò di dare, poiché chi non da, cade.
È dando che si riceve, ed è dando che saliamo. Sapendo che la prima consegna, la prima donazione non è materiale, ma è la vita, tutta la vita senza riserve. Per questo, do tutta la mia vita al mio Dio.

Amen!

Janiere Freitas – Brasilia/DF


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