Vescovo Edir Macedo | 7 de Settembre de 2015 - 10:37


Dito nella piaga

Dito nella piaga

Eli è stato profeta per 40 anni ed aveva due figli. Lui conosceva bene la Volontà di Dio, ma conosceva anche quella dei suoi figli. Questi disprezzavano Dio toccando nelle offerte e sacrifici del popolo, e questo era un peccato molto grave davanti agli Occhi di Dio.

Inoltre, loro vivevano in prostituzione, compromettendo, così, la Salvezza di molte persone, a causa della pessima testimonianza che davano. Eli li riprese, ma solo in modo superficiale.

Con l’autorità di profeta e di padre, Eli avrebbe dovuto mettere, il dito nella piaga in loro, condannando il furto, la prostituzione, la cattiva testimonianza e avvisando che, se avessero continuato a praticare tali azioni, loro sarebbero finiti all’inferno.

Anche molti predicatori parlano in modo superficiale, con la paura di perdere i membri. Lavorano soltanto per guadagnare persone per la chiesa, e non per guadagnarle per il Regno dei Cieli.

Nel caso dei figli di Eli, la situazione durò fino all’arrivo di un uomo di Dio. Eli era profeta, ma vi la necessità che arrivasse un uomo di Dio per dire la verità che il profeta già conosceva molto bene.
Per questo, per mezzo del Suo Servo, Dio condannò i comportamenti dei figli di Eli. Poiché non accettava che il profeta onorasse di più i suoi figli di Lui.

Una delle caratteristiche dell’uomo di Dio è quella di dire la verità, costi quel che costi, doglia quel che doglia. Questo uomo di Dio fece ciò che il profeta non fece, lui mise il dito nella piaga. LUI DISSE LA VERITÀ SENZA RIPENSAMENTI.

… poiché io onoro quelli che Mi onorano ma quelli che Mi disprezzano saranno pure disprezzati. 1 Samuele 2:30

Onoriamo Dio non con parole, ma con il nostro comportamento, con il nostro carattere, quando viviamo nella verità.
Onoriamo Dio quando Lui è il Primo nelle nostre vite.
Onoriamo Dio quando dispiacciamo a tutti ed anche a noi stessi, soltanto per piacerGli.

Il risultato di tutto questo: i figli di Eli morirono ed anche Eli.
Moriranno gli indisciplinati ed anche coloro che non li disciplinano.

Vescovo Djalma Bezerra


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