thumb do blog Vescovo Edir Macedo
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Cipresso, l'albero della fede

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Nel luglio del 2011, un incendio si è propagato in una foresta nei dintorni di Valencia, in Spagna. l’incendio persistette per cinque giorni e, consumò 20 mila ettari di area verde. Ma, sorprendentemente, 946 cipressi che facevano parte della foresta sono rimasti intatti, mentre le ginestre, querce, e altre specie di alberi, sono stati completamente consumati dalle fiamme.

Il caso chiamò l’attenzione dei botanici, dato che i cipressi erano esposti alle stesse condizioni degli altri alberi: un anno di bassa precipitazione, temperatura sempre superiore a 30°C, bassa umidità e venti a 50 km/h. Dopo l’accaduto, continua ad essere studiato l’utilizzo dei cipressi come alleati per combattere le fiamme. Loro funzionano da barriere contro gli incendi, per bloccare il fuoco e proteggere le foreste dalle fiamme.

Nelle Sacre Scritture, Dio giunge a paragonare Se stesso con un cipresso verde
(Osea14.8), e fa riferimento al Suo popolo come cipressi scelti (Isaia 37.24). Tanto il Padre come i Suoi figli sono soggetti a questa analogia per una ragione molto forte. E, dopo aver letto ciò che è successo con i cipressi a Valencia, possiamo capire il significato.

Tanto i figli di Dio quanto i figli del diavolo vivono esposti alle stesse condizioni: entrambi sono esseri umani soggetti ad errori, subiscono tentazioni, ricevono proposte illecite, affrontano problemi e sono limitati. Ma, quando giungono le fiamme del peccato, solo i cipressi scelti restano intatti. Mentre, le ginestre e le querce sono completamente consumate. Infine, chi potrà resistere al potere distruttivo di queste fiamme, se non quelli che hanno dentro di sé un Potere più grande in grado di resistergli? Solamente i figli dell’Altissimo riescono a resistere al peccato, perché possiedono lo stesso DNA del Padre, che è IL CIPRESSO VERDE.

E la funzione dei cipressi scelti non si ferma solo lì. Loro non sono formati solo per proteggere se stessi, ma per proteggere l’intera foresta, formando altri cipressi. Ci sono molte querce e ginestre che hanno bisogno di diventare cipressi, perché non hanno una resistenza sufficiente per resistere alle fiamme del peccato. Queste rappresentano le anime che ancora sono distanti da Dio, e che hanno bisogno dei cipressi per avere conoscenza della Sua Parola. Da quel momento, potranno anche diventare cipressi, e adempiere alla stessa resistenza, come in un ciclo, proteggere se stessi, altri alberi ed intere foreste dalle grandi fiamme. La conoscenza della Parola di Dio dà le condizioni a qualcuno per proteggersi contro il potere distruttivo del peccato, e fa in modo che anche altri si possano proteggere.

Non importa cosa avviene nell’ambiente in cui si trovano i cipressi. Può fare freddo o caldo, l’umidità può essere alta o bassa, i venti possono soffiare forte o non soffiare affatto, la foresta può essere ben conservata o in fiamme. I cipressi restano intatti, perché resistono a tutte le condizioni esterne. Niente di ciò che accade al suo esterno inquina il suo interiore, perché ciò che si trova dentro è più forte di ciò che si trova fuori.

La domanda è: tu sei un cipresso – qualcuno che resiste alle fiamme del peccato e forma altri cipressi? O sei una quercia, una ginestra – che è facilmente distrutto dall’incendio che si propaga in questo mondo?

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