Auguri!

E disse che un giorno la mia voce sarebbe andata per il mondo ad annunciare l’Universale;
che non avrei avuto solo una radio, ma tante sparse per il mondo.
In quel periodo sognavo e lottavo per comprare
la prima, che fu la radio Copacabana.
Tutte le volte che penso a questo e a tanti altri episodi
delle pagine che descrivono i capitoli della mia vita in
“Io sono la Universale”, il mio cuore arriva a saltare,
vedendo l’impeto della fede dell’uomo di Dio
chiamato vescovo Edir Macedo.

E’ innegabile che la Forza di Dio abita nella vita del vescovo.
Dove, tra pietre e sassi, costruisce
le porte aperte per la Salvezza.
Nell’Universale ho imparato a sognare, non come utopia,
ma come realtà di vita.
Ho imparato che la strada che mi porta ai sogni
si chiama Sacrificio, in un luogo chiamato Rinuncia.
Ho imparato ad essere forte nella mia estrema debolezza,
quando non permetto che i miei sentimenti dominino la mia ragione,
e mantengo la mia fede pura.
Ho imparato che niente e nessuno può impedire
i sogni di Dio per me, a parte me stessa.
Ho imparato a guardare avanti, dove si trova la mia vittoria,
e a rimanere nell’Altare, dove nascono tutte le conquiste.
Sono i 36 anni dell’Universale.
Sono entrata in questa porta quando ero piccola insieme alla mia famiglia,
vedendo lotte costanti,
ma vedendo anche,
le grandi opere di Dio, innumerevoli vittorie.

Ringrazio l’Universale,
questa porta che si è aperta per me e per la mia famiglia.
Ma, non posso smettere di ringraziare il vescovo e la signora Ester,
per essere un esempio in tutto, per tutta la consegna e il costante superamento,
per mantenere questa gigantesca porta aperta.
Che le nostre vite siano come i buoni frutti delle tante lacrime versate
nel Pianto dell’Universale…
Oggi abbiamo l’onore di far parte di questo bel giardino!
Grazie alle vostre vite, noi crediamo… E continuo così,
come ho imparato da piccola…
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