Vescovo Edir Macedo | 19 de Giugno de 2015 - 11:40


Analogia di vita dopo la morte

Analogia di vita dopo la morte

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Uno scrittore ungherese ha spiegato l’esistenza del Dio invisibile con un’ottima analogia :

Nel ventre di una mamma c’erano due bambini. Uno chiese all’altro :” Credi nella vita dopo il parto?”

L’altro rispose:” Ovvio. Ci dovrà essere qualcosa dopo il parto. Forse noi siamo qui per prepararci per ciò che verrà dopo”

“Stupidaggine”, disse il primo. “Non c’è vita dopo il parto. Che tipo di vita potrebbe essere?”

Il secondo disse:” Non lo so, ma ci sarà più luce che qui. Forse riusciremo a camminare con le nostre gambe e mangiare con la nostra bocca. Forse avremo altri sensi che non possiamo avere ora”

Il primo rispose: “Questo è assurdo. Camminare è impossibile. E mangiare con la bocca? Ridicolo! Il cordone ombelicale ci fornisce nutrimento e tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Ma il cordone ombelicale è molto corto. La vita dopo il parto logicamente è fuori questione.”

Il secondo insistette: ” Bene. Io penso che c’è qualcosa, e forse è diverso da qui. Forse non avremo più bisogno di questo tubo fisico.”

Il primo rispose: ” Stupidaggine. E oltre a questo, anche se ci fosse la vita dopo il parto, perché non è mai tornato nessuno da là? Il parto è la fine della vita, e nel dopo-parto non c’è niente oltre all’oscurità, al silenzio e alla dimenticanza. Non ci porta in nessun posto.”

“Bene, io non so”, disse il secondo, “ma sicuramente incontreremo la Mamma e lei si prenderà cura di noi”

Il primo rispose:” Mamma? Tu davvero credi nella Mamma? Questo è ridicolo. Se la Mamma esistesse, dov’è adesso?”

Il secondo disse: “Lei è intorno a noi. Siamo circondati da lei. Noi siamo suoi. È in lei che viviamo. Senza di lei questo mondo non ci sarebbe e non potrebbe esistere.”

Il primo disse:” Bene, io non posso vederla, quindi è logico che lei non esiste.”

È così il secondo rispose:” A volte, quando sei in silenzio, se ti concentrassi e realmente ascoltassi, potresti percepire la sua presenza, e potresti ascoltare la sua voce amorosa, là sopra.”

– Utmutato a Léleknek

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