Non si deve smettere di vigilare 2
Sono stato collaboratore di Dio.
Facevo la Sua Opera e camminavo nella Sua strada.
Ero nella Luce del mio Signore, finchè un giorno, mi allontanai, a 19 anni.
Volevo “godere la vita”, avere fama, denaro, donne.
In chiesa, ero un agnello santo. Al di fuori, un lupo.
Sono arrivato anche a rinnegare la mia fede davanti ai miei colleghi di scuola e di lavoro. Mi sono perso.
Vivevo una vita di nottate.
Conquistavo, però perdevo tutto.
Sentivo un vuoto, come un pesce fuor d’acqua.
Io ero così.
Ho avuto fama, denaro, tutto ciò che mi offrì questo mondo, ma ero vuoto, triste, amareggiato, da solo in mezzo alla moltitudine.
Nei momenti tristi, anche dopo aver commesso peccati, nel mio intimo piangevo, parlavo con Dio. Ma erano grida vuote, a volte, da ubriaco uscivano delle parole dalle mie labbra.
Il peccato mi accusava in ogni momento.
Passavo dalla porta della chiesa, e nel momento di entrare, suonava il telefono, o passava qualche collega del mondo.
In quel momento deviavo il mio percorso.
Dio mi chiamava, mi dava la chance, ma io avevo messo questo mondo al primo posto.
Per me, Dio era solo per i momenti di angoscia e solitudine.
Ho dovuto perdere tutto: fama, salute, amici, denaro, macchine, condizione economica… tutto ciò che avevo messo al primo posto nella mia vita si perse.
Vidi la morte vicino.
Vidi l’inferno che mi aspettava.
Ho quasi perso la mia vita.
L’unico che non mi abbandonò mai era Colui che io avevo messo all’ultimo posto.
Abbandonato, senza niente, senza ragione di vivere, nel fondo del pozzo, Gesù mi Salvò.
Oggi la mia vita si è trasformata, perché Gesù è diventato di nuovo il primo, l’Unico e il numero Uno della mia vita.
Ho una vita benedetta, da dentro a fuori.
Oggi, con le lacrime negli occhi, so di non avere niente.
E’ tutto passeggero.
Ma, nel mio cuore, esiste la certezza che ho tutto, perché ho Gesù Vivo nel mio cuore!
Tavares
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Buona sera, vescovo!
Ho letto questo messaggio e ho pensato a quanto ho sofferto per essermi allontanato dalla presenza di Dio. Sono rimasto per 7 anni, neanche un cane abbandonato per strada, con malattie, fame, miseria e perdite.
1°- Il diavolo uccise il mio fratello minore, a 33 anni;
2°- Mio padre è venuto a mancare a causa di varie malattie;
3°- Ho ricominciato a bere e a fare tutto ciò che facevo prima, e un po’ peggio;
4°- Casa mia stava crollando: figli, matrimonio, ecc.;
5°- Avevo un vuoto che non sapevo come riempire. Piangevo per qualsiasi motivo, anche se ero cresciuto con l’idea che “l’uomo che è uomo non piange”;
6°- Ho iniziato a camminare armato, credendo che mi sarei difeso dal diavolo nel caso in cui egli avesse tentato di usare uno dei suoi figli per uccidermi, e io l’avrei ucciso per primo;
7°- Sono stato 1 anno in cura in una clinica per pazzi, pensando che stavo ingannando i medici;
8°- Andai in altre chiese, ma era tutto vuoto – non c’era Dio come nella IURD;
9°- Mi ricordo che il mio dolore più grande era quello di non poter parlare più con Dio come prima, e Lui mi rispondeva. Piangevo e Lui mi abbracciava. Ero felice per qualsiasi cosa e Dio mi sorrideva. Ero il nemico n°2 del diavolo. Lo perseguitavo nelle case e nelle famiglie del quartiere in cui ero collaboratore. Nei nuclei, cominciavo le riunioni per il mio pastore – in quel periodo non esistevano due pastori nella chiesa. Facevo tutto con la naturalezza di un figlio che Dio amava. Ed io Lo amavo tanto;
10° – Mi allontanai, perché il diavolo riuscì a convincermi che Dio non era con me, perché la mia vita finanziaria era rovinata;
11°- Quando, al punto di una possibile separazione, mia moglie, con la quale ero sposato da 22 anni, ebbe un aneurisma e i medici diagnosticarono che sarebbe morta, ho avuto paura. Ho sofferto, ho pianto, mi mancava il terreno sotto i piedi, e intorno a me parlavano tutti. Nel mio intimo, sono riuscito a sentire una voce soave, che mi diceva: “Tu sai chi è l’Unico che può guarirla e salvarla dall’inferno, e che conosce il tuo dolore di essere vedovo. Torna e chiedi aiuto, perché Egli in nessun modo ti rigetterà;
12°- Sono tornato di corsa. Sono tornato da un anno e sei mesi e non voglio avere mai più questa esperienza rimanere lontano dal mio PADRE Eterno.
Voglio qui RINGRAZIARE PUBBLICAMENTE IL SIGNORE GESU’ PER AVERMI ACCETTATO DI NUOVO, AVERMI GUARITO E PULITO TUTTO DI NUOVO. ADESSO SONO NELLA FEDE E SONO QUASI COLLABORATORE DI NUOVO, PER COMBATTERE LA GUERRA DI MIO PADRE.
ECCOMI QUI, SIGNORE.
CONTA SU DI ME!
Edson.
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Solo al pensiero di come mi sentivo quando ero allontanata dal mio Dio-Padre, i miei occhi si riempiono di lacrime.
Un giorno, mia madre mi raccontò un fatto accaduto con mio padre.
Quando ero piccola, più o meno a 4 anni, mi sono incontrata con mio padre qui a Recife, poiché lui era di Triunfo. Scherzai con lui, passeggiammo e lui mi prese anche in braccio. Dettaglio, io non sapevo che era mio padre.
Eravamo io, mia madre e lui – certamente lui mi ha portato a conoscerlo.
Il tempo passò.
Mio padre venne a mancare a Triunfo anni dopo.
Mia madre venne a dirmi che mio padre era “venuto a mancare”, il tale che avevo visto quando ero bambina.
Questo mi fece male, fu una sofferenza. Piansi tanto in quel momento, pensando che noi avevamo scherzato, passeggiato, mi prese in braccio. Ero così vicina a lui, senza sapere che era mio padre.
Ricordo anche una frase che disse lui: “Questa è mia figlia!”
Oggi ricordo e capisco il senso di questa frase che disse, perché in quel periodo ero bambina. Non capivo, ma avevo custodito tutti quei momenti. Fu difficile!
Sono stata triste dopo aver abbandonato il mio Padre Eterno (Dio).
Fu doloroso ricordare che guadagnavo anime per il Gruppo Giovani, evangelizzavo per strada, pulivo la chiesa, cercavo e avevo la presenza di Dio.
Ahh, ma io piangevooo!
Avevo nostalgia di quando camminavo mano nella mano con Dio; di quando avevo comunione con Lui; sapere che in ogni momento in cui pregavo, Lui, mi ascoltava, si prendeva cura di me e mi prendeva in braccio, e diceva: “Questa è mia figlia!”
Mi ricordavo tanto della vita che avevo con Dio.
Quando io facevo cose sbagliate, mi sentivo un pesce fuor d’acqua.
Io avevo l’impressione che lo Spirito Santo mi vedeva fare le cose che non Gli piacevano.
Sentivo che era geloso di me.
Lo sentivo molto triste.
Mi ricordavo: NON RATTRISTATE LO SPIRITO SANTO.Efesini 4.25-32
Io non so spiegare bene cosa sentivo.
Fu una sofferenza, perché la cosa che faceva più male era sapere che ero lontana da Dio-Padre, tanta era la mia voglia di tornare da Lui.
Ma io non avevo la forza.
C’era una grande debolezza dentro di me.
Fino a che un giorno io ho preso un compromesso con Dio.
Mi rivoltai con ciò che facevo di sbagliato davanti a Lui.
Ho iniziato ad avere odio e rifiuto del peccato.
Il pastore disse: “La gloria della seconda casa sarà maggiore della prima.”
Mi diede parole di forza.
Andai avanti.
Dio mi accolse con amore, mi perdonò con la sua misericordia, mi lavò con il sangue di Gesù.
Fino ad oggi cammino verso la Salvezza.
Oggi ho tutto, poiché ho Dio.
Sono eternamente grata per tutto ciò che Egli fece per me.
Non esistono parole per esprimere come sono grata al mio Padre.
Vivo per vivere per il mio Signore.
Questo Padre, so che non muore. Avrò il Suo amore vero di Padre per sempre.
Amen!
Io ti amo, Padre mio!
Edna Melo – Olinda (PE) – Jardim Atlântico
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Buona sera, vescovo!
Scrivo qui un po’ della mia storia.
Io ero figlio unico di una famiglia semplice e umile, ma vivevo una vita disgraziata; pieno di vizi, litigi e addirittura aggressioni fisiche contro mio padre.
I miei genitori non avevano un buon rapporto.
C’erano molti litigi. Ci fu anche un tradimento da parte di mio padre.
Io, vescovo, ero un ragazzino molto solitario, disprezzato da mio padre e anche dai parenti.
Nessuno mi dava niente.
Io ero come il brutto anatroccolo di tutti.
A 12 anni, iniziai a provare il mondo dell’alcool e diventò un vizio.
Lì iniziai ad essere dominato da questo.
Bevevo senza smettere quasi tutti i giorni. Allora iniziai ad avere un disturbo bipolare.
Sono diventato più aggressivo, al punto di rompere tutto dentro di casa.
Ho pensato anche di uccidere mio padre.
Vedevo volti, sentivo voci, avevo molti incubi.
Entrai anche nel mondo della pornografia.
La mia vita era un vero inferno. Addirittura mia madre fu vittima di un lavoro di macumba fatto dalla sua migliore amica.
Ma un giorno, mia madre fu invitata da un’amica a conoscere la UNIVERSALE.
Questo nel 1999.
A partire da quel momento la mia vita iniziò a cambiare.
Ero stato liberato dal vizio dell’alcool.
Io e mia madre ci battezzammo nelle acque.
Allora, a partire da quel momento, la mia vita fu trasformata, e nacque il desiderio di fare l’Opera di DIO.
Cercai il battesimo nello Spirito Santo.
Sono stato battezzato, e subito innalzato collaboratore.
Oggi, grazie a DIO, sono stabile nella Sua presenza.
Sono sposato con una grande donna di DIO, e posso dire che sono molto felice!
Jose Carlos Peres.
* Immagine puramente illustrativa
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